Sei (ancora) innamorato di Te Stesso?

Il mio ultimo articolo ha generato diverse risposte alla domanda che ponevo: fune o parapetto? Diverse di queste risposte hanno sollevato altre domande, e fra queste una in particolare mi ha stimolato la riflessione: come si fa ad amare se stessi? Secondo Giovanni questo è il punto cruciale del discorso, quello che ci permette di scegliere fune anche quando questa sembra più pericolosa dello status quo garantitoci dal parapetto.

Giovanni mi chiede se io conosca particolari tecniche di auto-accettazione e forse ne conosco pure, ma non le definirei in questo modo. Sfogliando i miei articoli ce n’è a sufficienza per un ebook, ma al momento c’è altro che bolle in pentola. La domanda, come tutte quelle che ruotano attorno al cuore, è però di quelle toste: sei (ancora) innamorato/a di te stesso?

Con ogni probabilità, più di uno di noi esiterebbe davanti a uno specchio che lo interrogasse in questo modo. E io per primo. Diciamo che se non ci siamo mai lasciati in fondo in fondo ci vogliamo bene, no? Anche se spesso litighiamo, anche se non siamo d’accordo su molte delle decisioni che prendiamo e qualche volta ci mandiamo al diavolo da soli. D’altronde questa coppia di fatto con l’altro tuo io non è affatto una relazione semplice. Diciamo comunque che sì. Sì, ma ci sono delle cose che mi piacerebbe cambiare.

Cambiare è una condizione duratura. In ogni momento siamo diversi da quelli che eravamo nel momento precedente, arricchiti dell’esperienze vissute e impoveriti nella nostra dotazione di tempo per… Divertirci. Nella vita non conta dove arrivi, ma se ti ci diverti arrivandoci. Perché più lontano arrivi, più tempo ci vuole per arrivarci, e meno te ne rimane per goderti il viaggio e il panorama. Divertirsi è quindi la misura di quanto siamo innamorati di noi stessi.

Godermi la vita è stato uno degli obiettivi generati dal mio planner per un anno memorabile un paio di anni fa, e da lì in poi l’ho declinato in diversi aspetti delle mie giornate. Non mi diverto quanto vorrei, ma sempre un po’ di più e anche quando le cose vanno male il sorriso non mi manca quasi mai.

Essere capaci di amarsi è secondo Giovanni il segreto per stare meglio. Per la proprietà transitiva, per stare meglio bisogna divertirsi. E divertirsi significa forse assicurarsi di far tappa in tutti i posti che ci piacerebbe visitare prima di tornare a casa.

Danny Dover, un consulente di marketing americano, dieci anni fa ha avuto l’idea di stendere una lista di tutte le cose che avrebbe voluto fare nella propria vita e fissare una deadline per realizzarle. Si è dato 7 anni e si è tatuato la data sul sedere (non ho idea perché e mi pare pure un po’ stupido perché lì non la vedi, ma tant’è). Nel mio planner per un anno memorabile ho inserito una sezione, dal titolo memorabilia, dedicata alle cose che renderanno il prossimo anno memorabile e questo va in quella direzione lì: fissare una deadline e lavorare sodo per realizzare gli obiettivi pianificati entro essa.

Trovo che stendere una lista di cose da fare prima di tornare a casa e darsi un tempo per realizzarle sia un bel modo di affrontare una quotidianità spesso composta di doveri che ci pesano. Lavorare tutti i giorni per realizzare i nostri progetti, così come mettere in pratica il proprio piano per un anno memorabile, è il modo migliore per dimostrare ogni giorno a Sé stessi che siamo ancora innamorati come il primo giorno. E anzi, di più.

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