Tre liste per il nuovo anno

Entro la fine dell’anno voglio stendere tre liste: le intenzioni a cui ho dato seguito nel corso dell’ultimo anno; quelle che sono rimaste belle idee; e quelle che stanno prendendo forma e diventeranno i miei progetti futuri. Pensare all’anno nuovo da Natale impedisce infatti di arrivarci preparati, e ti porta a sacrificare quello che vuoi davvero per altro che non avevi in mente. È così che i sogni restano chiusi nel cassetto. E dunque, per prepararsi a un anno memorabile meglio pensarci prima.

Il punto di partenza è rivedere i successi dell’anno precedente. Per tracciare un primo bilancio è sufficiente prendere in considerazione:

  • quello che avevamo pianificato;
  • quello a cui abbiamo dato seguito;
  • quello che abbiamo tralasciato.

Per questo ho ripreso in mano il mio planner per un anno memorabile. Fra i miei successi ci sono l’ebook gratuito Vibrare ad alta frequenza, costantemente nella top ten su Amazon nelle categorie Filosofia e Mente, Corpo e Spirito, e soprattutto il mio nuovo libro La Pratica: comprendere la meditazione, superare le difficoltà e stabilire un’abitudine salutare, divenuto molto più di quello che mi aspettassi e che mi ha richiesto molto più tempo de previsto, regalandomi però una splendida avventura. Oltre ovviamente il successo che ha riscosso il mio libro Vivere intenzionalmente: semplici pratiche per rimanere connessi con i propri perché, che ha superato le 900 copie vendute (due ottimi regali di Natale se posso permettermi :)). C’è poi il fatto che ho cominciato a cucinare, e di conseguenza a mangiare un po’ più sano; che ho ripreso a suonare e mi sono comprato il pianoforte; che mi sono iscritto in palestra per praticare Yoga e ci vado due volte alla settimana; che ho risolto diversi problemi con i bambini; sono leggermente migliorato con l’acquisto di regali e viaggi a Milano per stare con i miei famigliari.

Poi ci sono gli insuccessi, che fanno parte del gioco. Sono molti di più dei successi perché tendiamo a stipare le nostre agende di obiettivi, e poi falliamo. I miei fallimenti più grossi sono non aver curato alcuni rapporti personali su cui avevo intenzione di lavorare e non aver adeguato i miei rituali di mattino e sera alle nuove esigenze della famiglia per renderli a prova di bomba. Ma c’è ancora tempo e su alcune cose posso continuare a lavorare.

È stato un anno memorabile? Più sì che no, perché nonostante gli insuccessi siano tanti, questi mi hanno aperto gli occhi e mi hanno indicato la strada per quello che devo tagliare, e su come agire per evitare di perdermi pezzi per strada, mentre i successi hanno confermato i miei propositi di proseguire in una certa direzione, e soprattutto sono tutti cambiamenti radicali che mi voglio portare appresso negli anni.

Un’analisi più seria, che metterò nero su bianco con il planner nel fine settimana precedente alle feste, ma su cui sto già riflettendo per prepararmi, richiede di ragionare su:

  • perché abbiamo dato seguito a certe intenzioni e come;
  • e perché alcuni propositi sono stati accantonati.

È buona cosa comprendere i nostri sentimenti verso queste intenzioni e cercare di apprendere informazioni su di noi attraverso quest’analisi. Quali erano le motivazioni che ci hanno portato a programmare determinati progetti? E come mai sono venute meno durante l’anno? O, al contrario, cosa abbiamo fatto per coltivarle? Quante cose abbiamo aggiunto che a posteriori abbiamo poi cancellato perché erano un di troppo che non andava aggiunto? Forse le abbiamo messe perché volevamo che fossero importanti, e poi invece abbiamo scoperto che non lo sono poi così tanto? Ci sono attività per cui ci siamo dimostrati incapaci? Ci possiamo preparare meglio a svolgerle o dobbiamo imparare qualcosa di nuovo? Come abbiamo allocato il nostro tempo? A chi o cosa abbiamo concesso il superpotere di sottrarci tempo, attenzione ed energia che avremmo potuto impiegare diversamente?

Porsi tutte queste domande aiuta a capire su cosa lavorare il prossimo anno, ma non è possibile prescindere dall’individuare cosa ci abbia dato la massima felicità nel corso dell’anno passato, perché magari vale la pena investirci più tempo; cosa dobbiamo tagliare per avere questo “più tempo”; e di cosa sentiamo la mancanza nella nostra vita e come potremmo agire per mettercela, con poco o tanto sforzo.

Buona riflessione.

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