Lo stato dell’unione

Nel gennaio del 1913, Thomas Woodrow Wilson si presentò davanti a una sessione congiunta della camera e del senato degli Stati Uniti per riprendere una tradizione interrotta nel 1801 da Thomas Jefferson. Da allora nel mese di gennaio di ogni anno 1, come da articolo II della costituzione, il presidente degli Stati Uniti tiene in persona un discorso sullo stato dell’unione, anziché limitarsi a inviarlo a deputati e senatori. Il suo compito è aggiornarli sulle condizioni economiche della Nazione, indicare le priorità della stessa e fissare gli obiettivi della legislatura. Radio e TV hanno ampliato l’audience di questo messaggio, perché ogni americano è interessato a sapere come sono andate le cose e cosa aspettarsi dal prossimo anno. È grosso modo l’equivalente del messaggio del presidente della Repubblica Italiana, con la differenza che il discorso sullo stato dell’unione è parte integrante della gestione dell’unione stessa. È operativo, non ispirazionale 2.

Recentemente, molti blogger, americani e non solo, hanno iniziato a scrivere il proprio stato dell’unione per aggiornare i propri lettori su come vanno le cose del proprio blog, e io stesso ho incluso i principi di questa pratica nel mio planner per un anno memorabile. Quest’anno, dopo aver condotto questa pratica per due anni di fila senza pubblicarla, ho deciso di condividere con te e gli altri lettori il mio stato dell’unione, così da avere per me stesso un documento operativo a cui fare riferimento, e anticipare ai miei lettori quello che li aspetta, oltre a fornirgli un esempio di come approcciare questo esercizio.

Cosa è andato bene nel 2018

Vivere intenzionalmente: nato come costola del mio blog personale, poi divenuto una newsletter e niente altro, poi un po’ blog e un po’ newsletter, è cresciuto e si è consolidato dal punto di vista strutturale, con il cambio di tema da Genesis a Generatepress, che mi consentirà di valorizzare alcune cose, e l’aggiunta del plugin Easy Digital Downloads e Wpcomplete per consentire ai lettori di acquistare i miei libri e fruire il mio corso anche online, con la possibilità di completare ogni singola lezione.

Il libro di vivere intenzionalmente: finalmente l’ho pubblicato, ed è stato un successo. Almeno, secondo la mia definizione di successo: è stato comprato da poco meno di 200 persone, senza praticamente fare marketing, ho ricevuto un sacco di messaggi di ringraziamento (poche recensioni, quindi se sei uno di quelli che l’hanno letto, mi fai una recensione in cambio della mia eterna gratitudine?) e poche critiche, per lo più dalla mia mamma (nemo propheta in patria…), per mia fortuna per lo più costruttive (e se ne hai, clicca subito rispondi e conquista il mio amore eterno).

La sfida di vivere intenzionalmente: sono finalmente riuscito a mettere online tutti i contenuti del corso, e uno strumento per completare ogni singola lezione. Oggi finalmente è possibile fruire del corso in due modalità: tramite un’email al giorno e direttamente sul sito. Non sono ancora soddisfatto, ma a breve invierò a tutti coloro che l’hanno acquistato in precedenza un link per accederci, e per fargli sapere che gli voglio bene, perché grazie ai loro contributi ho avuto la possibilità di raggiungere più persone con questo progetto. Chi ha acquistato il corso di recente ha già invece ricevuto gli accessi. Appena riuscirò ad aggiornare la descrizione del corso, il prezzo passerà dagli attuali 22 euro ai 37 di prezzo pieno che avevo stabilito inizialmente per quando avrei finito questo lavoro, quindi se avevi intenzione di comprarlo approfittane ora. Nel corso del 2019 ho anche intenzione di rivedere alcune cose e aggiornare il corso.

Scrittura: i miei articoli sono divenuti un po’ più personali, ma non mi è chiaro se ai miei lettori siano piaciuti di più o di meno. A te, ti sono piaciuti di più o di meno. Come al solito, sono senza mezze misure e sono passato dallo scrivere lunghi articoli di ricerca a brevi articoli molto personali.

Casa: dopo due anni di ricerche e uno di attesa, la famiglia Gulizia ha finalmente trovato una dimora adeguata. E io ho finalmente uno studio dove chiudermi per scrivere e lavorare. Ci sono ancora un sacco di lavori da fare, ma il primo passo è stato compiuto, anche se spesso ci ritroviamo a dormire ancora tutti e quattro nella stessa stanza.

Lavoro: ho confermato per un altro anno la mia collaborazione con Pi Campus, che oggi come oggi è diventato quasi il mio lavoro, e ho scritto una decina di articoli per il magazine di Mediolanum Centodieci sui temi a me più cari.

Aspetto economico: Quest’anno ho guadagnato grosso modo come lo scorso anno, ma i proventi legati alla mia attività di scrittore sono cresciuti a scapito di quelli per le consulenze. Non come avrei voluto, ma ho mosso i primi passi verso il mio obiettivo di diventare uno scrittore.


Cosa è andato male

Blog: volevo rilanciare il mio blog personale, silviogulizia.com, ma ho solo ritoccato il sito senza pubblicare quasi nulla. Avevo anche pensato di fonderlo con Vivere intenzionalmente, ma questa è rimasta solo un’idea.

Relazioni personali: i rapporti con alcune persone si sono incrinate notevolmente, e francamente non sono riuscito a comprendere fino in fondo il perché. Molto probabilmente perché non ho dedicato loro l’attenzione e il tempo che richiedevano, ma come sempre non posso fare altro che notare che se non l’ho fatto, con buona pace della mia anima, è stato perché per me non sono così importanti come sostengo. Ho creato delle nuove connessioni, ma molto flebili e legate per lo più alle esigenze dei miei figli. E ho coltivato meno di quanto avrei voluto certe amicizie.

Scrittura: avrei voluto scrivere su più siti e / o pubblicare più ebook, ma ancora una volta non ho dedicato tempo a queste attività.

Consulenze: ne ho svolte meno dell’anno passato, ci ho guadagnato un po’ di più, ma non ne valeva la pena. Ci ho rinunciato a fatica, me ne sono dispiaciuto parecchio, ma forse non sono davvero la cosa su cui puntare. Eppure mi è rimasto il desiderio di farlo.

Casa: non sono riuscito a sistemarla come volevo, e non ho comprato per tempo alcune cose che mi servivano, con la conseguenza che se voglio comprarle ora mi toccherà pagarle di più. Pace.

Cosa mi aspetto dal 2019

Blog: quest’anno voglio consolidare Vivere intenzionalmente, trasformandolo in una piattaforma per raccogliere e organizzare le mie ricerche e i miei esperimenti su life hacking, crescita personale, abitudini, minimalismo, zen, meditazione, gestione del tempo e offrire a chi mi segue un modo semplice e piacevole di sostenere il progetto acquistando libri e corsi, e uccidere definitivamente silviogulizia.com come blog, trasformandolo in una homepage per tutto quello che faccio, aggiungendo solo una sezione con i miei libri e i link agli articoli che pubblico. Mi piacerebbe creare una sezione con articoli sui software e gli strumenti che uso, uno dei temi per cui il mio blog era maggiormente apprezzato dai miei lettori, e una sezione ad articoli sulla scrittura. Avevo in mente due corsi, uno per chi vuole scrivere e uno per chi vuole tenere un blog. Non ho in programma di realizzarli, ma vorrei gettare qualche seme.

Libri e corsi: quest’anno voglio costruire un modello di guida essenziale a determinati argomenti, utili per chi volesse approfondire, a partire dal sottoscritto. Lo schema è sempre il solito, ma questa volta sto provando a codificarlo, collezionando appunti quotidiani sulla mia esperienza, leggendo libri e seguendo corsi, e cercando di raccogliere l’essenziale e organizzarlo per una fruizione breve e diretta, volta a mettere in pratica ciò che (almeno secondo la mia esperienza) funziona davvero. Sto scrivendo un breve testo dedicato a chi vuole muovere i primi passi nella meditazione, voglio finire quello sul tempo di cui ho quasi finito la prima bozza, quello sulle passioni di cui ho pubblicato qualcosa sotto forma di articolo, e creare un corso sulle abitudini intenzionali, legate a zen, minimalismo, e produttività. Prima però devo creare una pagina specifica per il mio libro, e un file di formattazione per Ulysses così da avere un mio “formato libro”.

Relazioni: voglio coltivare la mia relazione con i miei figli e mia moglie, e alimentare nuove amicizie fuori da Internet.

Scrittura: Voglio trovare un formato per i miei articoli che mi permetta di fondere gli aspetti personali con l’utilità nei confronti di chi mi legge. Vorrei che il mio passato da giornalista diventasse funzionale ad aiutare gli altri a coltivare le proprie passioni e vivere secondo le proprie intenzioni. Voglio anche vendere i miei articoli ad almeno altre due testate.

Casa: voglio finire di sistemare la nostra nuova casa insieme a mia moglie e i miei figli.

Focus

Il 2018 è stato un anno di transizione, in cui ho consolidato Vivere Intenzionalmente, cambiato casa, e pubblicato il mio primo libro cartaceo tutto da solo. Il 2019 sarà un anno di consolidamento, in cui voglio creare le fondamenta per il mio futuro da scrittore e focalizzarmi sulla crescita dei miei bambini e sull’essenzialismo, imparando a rinunciare a ciò che non è essenziale, ovvero ciò che non lascia il segno.

Che cosa ho imparato dal 2018

Sono abituato a mettere più carne al fuoco di quella che sono in grado di consumare, per il semplice fatto che si può cucinare. Consumando tutto quanto però poi sto male. Devo imparare a rinunciare come strategia per focalizzarmi su quello che fa la differenza.

  1. Tranne il primo del proprio mandato, per ovvie ragioni.
  2. Il presidente della Repubblica Italiana ha infatti poteri molto limitati in confronto a quello degli USA.

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