Spegni e riaccendi

Per la prima volta dopo 85 settimane, la scorsa domenica ho marcato visita. Ci ho provato fino all’ultimo, ma quando la febbre è arrivata a 38,9 ho capito che non ce l’avrei fatta.

Le ultime due settimane sono state impegnative perché ho (finalmente) traslocato nella nuova casa. Scoprendo per altro di avere molte più cose di quante pensassi di avere tenuto. (Il prossimo sarà un nuovo weekend di decluttering, da affrontare partendo con il trucco del guardaroba.) Stavo rimuginando sul tema di questa newsletter da tempo, e la scorsa settimana si è quindi presentata l’occasione giusta. Spegni e riaccendi, che significa?

Quando qualcosa smette di funzionare come dovrebbe e non riusciamo in qualunque modo a farla tornare a un funzionamento normale, quando non c’è proprio più nulla da fare, quello che facciamo è spegnere e riaccendere. Perché?

Lo facciamo perché abbiamo incasinato le cose al punto che è impossibile andare a ritrovare l’errore originale, quello da cui sono derivati i piccoli casini che ci hanno portato alla situazione di stallo in cui siamo, e che andrebbe esulto per ristabilire l’ordine. Siamo un eroe senza più un mostro finale da affrontare: come cacchio la facciamo finire la storia?

Insomma, non lo sappiamo proprio perché ci troviamo in questa situazione e allora non resta altra scelta che ripartire da capo. Azzerando tutte le variabili da cui potrebbe dipendere lo stato in cui ci troviamo.

Spegni e riaccendi. Ne abbiamo bisogno tutti quando vogliamo fare un upgrade dell’hardware e software della nostra mente. Dunque, la scorsa settimana ho spento e riacceso. Perché nella mia testa non funzionava più nulla e avevo bisogno di ripartire da capo.

Nelle prossime settimane mi impegnerò al libro a cui sto lavorando da un anno, e che è collegato alla sfida di vivere intenzionalmente, finendo di rileggerlo e cercando di rilasciarlo entro Ferragosto, così avrai qualcosa da leggere durante l’estate. Per quanto riguarda il blog, vorrei concentrarmi su brevi riflessioni che vadano dritte al punto, e ti lascino lì a pensarci su. Alternando queste con articoli più approfonditi qualora mi accorgessi che ce ne fosse bisogno. Magari non sempre e non per forza mandando la newsletter di domenica, o magari facciamo un sondaggio e lo decidiamo insieme.

Per intanto, ti invito a pensare un’attimo all’opportunità che ti offre questa prossima estate. E ti invito a essere grato per questa (vedrai che aiuta). Spegni e riaccendi. Pensa a qualcosa che non funziona più e che non hai capito cos’è che non la fa più funzionare. Spegnila e riaccendi. Riavvolgi il nastro e riparti da capo. Fallo anche solo per un attimo: immaginati come sarebbe se solo potessi ricominciare da capo.

Il passato non si cancella. È vero, ma nessuno può impedirci di riscrivere il futuro che da quel passato dovrebbe derivare. Semplicemente facendo tesoro di quel passato, ma d’ora in poi agendo come se quel passato non avesse alcun effetto sul prossimo futuro. Spegni un attimo.

E riaccendi.

Adesso tutto funziona di nuovo.

È la prima legge dell’informatica, funziona sempre.

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