Semplificare

Questo è il miglior life hack che conosca. Ahimè, è anche il più difficile da mettere in pratica. Perché per natura tendiamo a complicarci la vita, spesso senza accorgercene. Semplificare è così complicato che faccio persino fatica a definirlo come azione. Infatti, è un processo figlio del minimalismo e che richiede chiarezza, capacità di pianificazione, concentrazione, negoziazione, e disciplina.

Il concetto matematico di semplificazione

In matematica, la semplificazione è l’azione con cui una frazione viene resa più semplice, ovvero viene portata ai minimi termini, dividendo numeratore e denominatore per uno stesso numero o per una stessa espressione. È una cosa con cui tutti abbiamo avuto a che fare alle scuole medie: attraverso le semplificazioni un’equazione o un’espressione viene riportata a una formula nota, dunque di più semplice comprensione.

Quello che facciamo con le semplificazioni, è rimuovere tutto quanto non genera alcuna differenza. Tutto quanto non aggiunge nulla all’essenziale.


La radice della semplificazione

Il termine semplificare deriva dal verbo latino simplificare, con il quale si indicava l’atto di rendere un qualcosa più agile, agevole o funzionale. Attraverso la semplificazione, tutte le parti accessorie di un’entità, per esempio di un problema, vengono rimosse per concentrare l’attenzione sull’elemento chiave. L’essenziale. Quello che definisce l’essenza stessa del problema. Allo stesso modo, i minimalisti rimuovono ciò che non aggiunge valore concentrandosi su quanto fa la differenza.

Come semplificare?

La complessità della semplificazione sta nel fatto che essa implica un trade off. Per carità, è la vita intera che è così, e dovremmo averci fatto il callo, ma invece no. Le cose si complicano quando:

  1. non abbiamo definito i valori che ci spingono all’azione con chiarezza;
  2. non siamo capaci di concentrarci su quello a cui ci stiamo dedicando, e siamo sia più facili da distrarre;
  3. non abbiamo deciso cosa siamo disposti a pagare per raggiungere l’obiettivo che abbiamo definito.

Ora, se fosse semplice offrirti una soluzione, non saremmo a questo punto. Io per primo ho questo difetto qui: che tendo a complicarmi le cose. Analizzando i miei errori, quanto meno ho compreso come evitare di ricascarci.

Individuare il perché

Siamo sempre così di corsa che quando intraprendiamo una strada quello che desideriamo è arrivare quanto prima alla meta. In questo modo, ci ritroviamo a spostare l’attenzione dal motivo per cui stiamo facendo qualcosa a quello che stiamo facendo. Domandarmi perché, per quale ragione stia facendo quello che faccio, ho scoperto che mi aiuta a raggiungere il mio vero obiettivo. Alle volte nascosto pure a me.

Questo blog, per esempio, lo scrivo perché mi aiuta a migliorare me stesso e a coltivare quell’insieme di passioni che mi rende me stesso (motivazione interna) e mi consente di rendere il mondo un po’ migliore di come l’ho trovato condividendo con altri esperienze per, ehm, semplificarsi la vita. Così è nata la Sfida di vivere intenzionalmente

Concentrarsi sul valore

Uno degli risultati più importanti del percorso di introspezione che ho compiuto negli scorsi anni è che a un certo punto ho capito che è possibile raggiungere quel vantaggio che ci permette la felicità solo se e solo quando abbiamo definito i nostri valori. Il che non si può fare una volta e via, ma richiede di aggiornare costantemente hardware e software della nostra mente. Per mantenere la concentrazione sui miei valori, gli strumenti che più mi sono stati e mi sono utili sono il minimalismo e la meditazione.

Il minimalismo è lo strumento con cui individuo cos’è essenziale. Ovvero, cos’è che definisce l’essenza, il motivo d’essere, l‘ikigai di ogni cosa e di me stesso.

La meditazione è la palestra con cui alleno la mia mente a essere mindful, ovvero concentrata sui problemi che le chiedo di risolvere. Il modo in cui alleno la mia mente a reagire ai problemi come un lago a un sasso che gli viene gettato nel mezzo.

Definire i trade off

Ci sono tre risorse di cui abbiamo a disposizione una quantità finita:

  • l’attenzione
  • il tempo
  • l’energia.

Qualunque cosa facciamo, paghiamo con queste. Se non scegliamo come e quanto vogliamo pagare, tutto si complica nella continua ricerca di far quadrare i conti.

Per semplificare

Il processo che ho imparato a seguire per semplificare le cose è quello di individuare i motivi che mi spingono all’azione e fare in modo che essi siano sempre ben visibili; mettere in atto tutte le soluzioni che conosco, dai superMIT alla tecnica pomodoro al bullet journal per mantenere la concentrazione nel casino di tutti i giorni; e chiarire a me stesso qual è il prezzo che sono disposto a pagare per raggiungere gli obiettivi che ho fissato.

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