Produttività Zen

Prenditi un momento per pensare a quello che hai fatto ieri: a quante cose ti sei dedicato? A quante di queste contemporaneamente? Forse hai letto le email mentre facevi colazione, o ascoltato il telegiornale mentre cenavi, o cercato di dare il latte a tuo figlio mentre leggevi le notizie sull’iPhone. La tentazione di fare più cose insieme ce l’abbiamo tutti perché questo mondo corre così veloce che teniamo di restare indietro se non siamo in grado di fare più cose insieme. L’unica arma a nostra disposizione per non schiantarci insieme a tutti quanti gli altri è imparare a rallentare per dedicarci a una cosa alla volta.

Cosa significa davvero multitasking

Questo innanzitutto ci eviterà quei danni procurati dal multitasking. E ci aiuterà a trovare chiarezza per i nostri obiettivi. Concentrarsi su più cose contemporaneamente, oltre che impossibile, è infatti dannoso. Quando pensiamo di destinare la nostra attenzione a due cose nello stesso momento, quello che avviene è che ci concentriamo solo su una di queste due cose, lasciandoci continuamente distrarre dall’altra. E non sappiamo più quello che dobbiamo fare quando è il momento di farlo, perché i nostri piani sono talmente incasinati che per restargli dietro dobbiamo fare più cose insieme, senza più essere in grado di scegliere quello che è più importante.


Monotasking

Un proverbio Zen recita:

Quando mangi, mangia. Quando cammini, cammina.

Per quanto possa sembrare semplicistico, questo detto incorpora la quintessenza dello Zen, che richiede la nostra totale concentrazione in quello a cui ci stiamo dedicando. Nel mondo occidentale, questa cosa oggi la chiamiamo mindfulness, ma altro non è che meditazione. La pratica Zen per definizione è proprio la meditazione seduta, chiamata zazen. Ma meditazione è, nella sua essenza, concentrazione. Il maestro Zen Dogen, fondatore della scuola Soto Zen, che enfatizza la meditazione senza contenuto, è addirittura autore di un libro su come trovare l’illuminazione in cucina.

I neuro-scienziati si sono affannati a studiare questa cosa, coniando per essa il temine mono-tasking, e finendo col rilevare che il dedicarsi a una cosa sola alla volta:

  • migliora la produttività
  • aumenta l’autostima
  • riduce lo stress.

C’è bisogno di altro?

La prossima volta che bevi una birra con gli amici, prendi un the da solo, ti fai una doccia o lavi i piatti, non pensare ad altro, prova a farlo intenzionalmente e goderti il momento.

Come diventare mono-tasker? O, semplicemente, Zen?

Non lo so, e non mi interessa 🙂 E questo è il punto di partenza, perché, come scrive il maestro Zen Shunryu Suzuki, nella mente di principiante ci sono molte possibilità, in quella di esperto poche. Trovare la concentrazione nel casino di tutti i giorni è la cosa più difficile a cui ci possiamo dedicare. Io ci provo tutti giorni oramai da qualche anni e benché la mia vita sia notevolmente migliorata, non sempre ci riesco.

Ecco qualche spunto per diventare mono-tasker (o Zen) sulla base della mia esperienza:

  • eliminare il superfluo e dedicarsi all’essenziale come abitudine
  • dedicare ogni mattina e ogni sera del tempo a evidenziare le cose più importanti della giornata
  • avere una lista di quello che vogliamo fare, ordinata per importanza e limitata a tre cose per ogni giorno, ogni settimana, ogni mese e ogni anno
  • tenere un diario della gratitudine
  • pianificare la giornata in blocchi orari destinati ognuno a una sola attività
  • disattivare le notifiche di ogni dispositivo
  • usare la tecnica pomodoro per gestire le distrazioni
  • imparare a meditare e farlo tutte le mattine.

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