5 attività per prendersi cura di se stessi

Con la mascherina dell’ossigeno calata davanti al viso, mentre l’aereo perde improvvisamente quota, qualcuno urla, molti mugugnano, e tuo figlio accanto a te è terrorizzato, quello che chiunque farebbe istintivamente sarebbe fiondarsi a mettergli la mascherina. È per questo che prima del decollo l’equipaggio ricorda sempre ai passeggeri le regole del piano di salvataggio.

Mettere la mascherina a tuo figlio richiede una certa quantità di tempo e di energia, due risorse che una volta consumate non hai più. Il piano di salvataggio prevede che tu ti metta la mascherina prima di aiutare gli altri perché in carenza di ossigeno il tempo e l’energia a tua disposizione sono sufficienti per prendere la mascherina e portarla alla bocca, ma potrebbero non bastare per girarti, localizzare la mascherina di tuo figlio, acchiapparla, posizionarla sulla bocca del bambino e fissargliela, mentre magari lui si dimena spaventato o ti dice che no, lui non la vuole. Se non sei in grado di aiutare te stesso, allora non puoi essere di alcuna utilità agli altri.

Essere egoisti per aiutare gli altri

In quanto esseri umani, la socialità rappresenta per noi una conditio sine qua non per la sopravvivenza. La vita è un ciclo di dare avere: prendi da uno e dai all’altro. A cominciare dalla vita stessa, che ricevi gratis e doni con gioia e fatica ad altri. Funziona uguale con i sorrisi: se ti sorrido, mi sorridi. Difficile essere mandati a quel paese per un sorriso.

Per offrire al mondo il nostro massimo contributo abbiamo l’esigenza di essere nelle condizioni di farlo. Ognuno di noi dovrebbe sentire l’obbligo di dedicare quelle risorse finite di cui dispone, tempo ed energia, a vivere intenzionalmente per essere poi in grado di spendere parte della propria vita a dare agli altri qualcosa in cambio di quello che ha ricevuto.


L’allenamento quotidiano

Per raggiungere questo obiettivo sono necessari alcuni accorgimenti e un allenamento costante per affrontare gli accidenti quotidiani e i bisogni fittizi generati dalla società della distrazione. Ho individuato cinque attività a cui ho l’esigenza di dedicarmi ogni giorno per tenermi in forma.

  1. Meditazione, uno strumento per la cura della mente (e non solo), la nostra più preziosa risorsa, tramite la quale facciamo esperienza di ogni singolo istante della nostra vita. La meditazione non cambia le cose, ma cambia la nostra relazione con esse.
  2. Esercizio fisico: perché il corpo è lo strumento con cui concretizziamo i progetti della nostra mente, e se non ce ne prendiamo cura si deteriora fino a privarci della possibilità di dedicarci alle attività che abbiamo pianificato. I riti tibetani ho scoperto essere una pratica eccezionale per raggiungere questo obiettivo, magari insieme al saluto al sole, o anche in alternativa a esso per chi ha poco tempo a disposizione. Correre nel parco prima che il sole sia completamente sveglio é un’altra attività che ha cambiato radicalmente la mia vita, fino a quando ho potuto praticarla.
  3. Journaling: ovvero tenere un diario, un pratico strumento per forzare la nostra mente a “trovare” il tempo di pensare, così da ridurre il peso delle emozioni negative, incrementare il nostro stato di felicità coltivando la gratitudine, e trovare soluzioni inattese alle magagne di ogni giorno.
  4. Lettura: il modo in cui installiamo nuovo software nel nostro cervello, che ogni tanto richiede di essere aggiornato.
  5. Sperimentazione: la pratica con la quale verifichiamo se quanto abbiamo appreso funziona per noi, richiede modifiche o deve essere sostituito. L’unico modo di implementarla ho trovato essere vivere in beta permanente.

La mia esperienza

Tutte queste cose sono radicate nel mio rituale del mattino, uno strumento con cui ritaglio del tempo per me prima che il resto del mondo si svegli. Ogni tanto i miei piani vengono sabotati da mia figlia o da mia moglie, o ancora dalle esigenze lavorative, e allora mi rimetto in gioco per integrare queste attività nel resto della giornata attraverso tanti piccoli accorgimenti come farmi leggere gli articoli messi da parte da Siri mentre guido, parcheggiare lontano dal lavoro per concedermi cinque minuti di meditazione camminata o scrivere il mio diario mentre sono in bagno, grazie all’applicazione Day One che mi consente di dedicarmi a questa pratica in ogni dove e mi ricorda i bei momenti che ho registrato nel passato.

La mia giornata inizia con la pratica dei riti tibetani. Se le mie articolazioni sono particolarmente infiammate, mi dedico al saluto al sole, rassegnandomi a ricominciare da capo i riti appena i farmaci mi avranno rimesso in pista. Quando riesco a ritagliarmi un po’ più di tempo, pratico prima il saluto e poi i tibetani. Far seguire la meditazione all’esercizio fisico trovo che sia la cosa ideale. E mentre medito, sorrido, in modo da sviluppare un vantaggio competitivo per il resto della giornata.

Mentre attendo che il té completi la propria infusione, mi dedico alla lettura di articoli messi da parte il giorno prima con Instapaper. Dopo la colazione con la famiglia e dopo che ho portato a scuola mia figlia, prego in macchina mentre ritorno a casa se non l’ho fatto prima al termine della meditazione quotidiana.

La prima cosa che faccio quando mi siedo alla scrivania per lavorare è scrivere il mio diario, focalizzandomi sulle cose belle del giorno prima e quello che voglio ottenere dalla nuova giornata, e rivedendo i MIT del giorno che ho scritto nel mio bullet journal la sera prima. Alla sera, di solito dopo la doccia e prima di andare a letto, mi prendo cinque minuti per rivedere la giornata e individuare cos’è andato storto e cosa avrei potuto fare per evitarlo.

Per quanto riguarda la sperimentazione, ogni settimana dedico un paio di ore a qualcosa che non ho ancora fatto, con l’obiettivo di imparare qualcosa di nuovo. Infine, prima di dormire, spendo almeno mezz’ora nella lettura di un libro.

Non è che riesca a fare sempre tutte queste cose, però mi ci impegno quotidianamente con la consapevolezza che ogni giorno ci sarà qualcosa che non mi riuscirà proprio come me l’ero immaginata, perché la vita funziona così e gli imprevisti in fondo sono ciò che la rende interessante.

Sentiti libero di rubare il mio rituale e modificarlo per fare in modo che funzioni anche per te. E se vuoi condividere con me il tuo, rispondi a questa email.

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