Microrisoluzioni

Quando Visgun sentiva suonare la campana del suo padrone Ivan Pavlov, iniziava a salivare perché quel suono indicava che era ora di mangiare. Anche se la sua ciotola fosse stata vuota. Lo psicologo russo fu uno dei principali studiosi del comportamento umano, e grazie ai suoi cani individuò alcuni funzionamenti che ci possono essere utili per introdurre cambiamenti nella nostra vita.

Come Visgun, tutti noi siamo programmati per rispondere a segnali riconosciuti, ed è il motivo per cui facciamo una fatica boia a dare seguito alle nostre intenzioni di cambiamento. Il nostro nemico è un autopilota che è costantemente in funzione per limitare il nostro dispendio di energie.

Penso che ci siamo passati tutti: vuoi cambiare qualcosa, iniziare un progetto nuovo, migliorare un qualche aspetto della tua vita, ma dopo averci rimuginato sopra per giorni, dopo aver avuto un’illuminazione sotto la doccia, o addirittura, dopo averci iniziato a lavorare con le migliori intenzioni, non riesci più a dare seguito alle tue intenzioni. Vuoi essere più organizzato, ordinato, meno impulsivo, svolgere regolarmente un certo tipo di sport, leggere tutti i giorni, imparare bene l’inglese, scrivere un libro… Quante volte hai intrapreso una di queste o altre attività e ti sei fermato a pochi metri dal via?

Quello che ti serve per cambiare

Non è che tu sia privo di disciplina, che ti manchino alcune competenze, o altro. L’unico motivo per cui non ce l’hai fatta è che avevi l’autopilota inserito. Non ti biasimare: dai la colpa a lui!

Ecco, veramente il problema è che l’hai inserito tu, questo autopilota, e quindi te ne dovresti assumere la responsabilità. Questa però è una cosa positiva, perché significa che puoi imparare a disinserirlo, l’autopilota, e questo ti aiuterà a dare seguito alle tue intenzioni.

C’è poi un altro aspetto di cui bisognerebbe discutere. Spesso queste risoluzioni che prendiamo sono troppo vaghe, e richiedono un sacco di forza di volontà per dargli seguito. Il guaio è che la forza di volontà più la usiamo, più si consuma, e quando rimaniamo senza l’autopilota si attiva da solo. Perché funziona così. Tu al massimo puoi disattivarlo. O riprogrammarlo.


Riprogrammare l’autopilota

Questo autopilota, intendiamoci, non è un vero e proprio nemico. Anzi. La sua funzione è prendersi cura di tutte quelle attività ripetitive così da conservare la nostra l’energia per le cose importanti. Però all’origine delle nostre cattiva abitudini c’è sempre lui.

Spesso per cambiare queste cattive abitudini sono necessarie cattive notizie, come la perdita del lavoro, un allarme medico, o la rottura di una relazione amorosa. Questi eventi ci costringono ad aggiornare il nostro sistema operativo, e a quel punto ci mettiamo a lavorare anche sul nostro autopilota. Possiamo però riprogrammarlo senza la necessità di passare attraverso una condizione negativa. Vediamo come.

Ti faccio un esempio pratico. Recentemente sono passato a una tastiera ortolineare con 48 tasti. Per usarla al meglio, ho dovuto programmare funzioni diverse per gli stessi tasti su livelli differenti. La mia barra spaziatrice adesso è larga un tasto, e non più 5. Funziona uguale, ma così negli altri cinque spazi ci ho messo altre funzioni, ovvero due tasti che mi consentono di cambiare totalmente le funzioni di tutti gli altri tasti, e persino usare la mia tastiera come se fosse un mouse. Mi sembra un ottimo esempio di quello che si intende quando si dice meno è meglio. Mi ci è voluto qualche giorno per adattarmi a questo nuovo layout, ma adesso scrivo come prima, anzi meglio, perché le mie mani non si spostano quasi mai da dove stanno. Allo stesso modo, possiamo riscrivere il programma che fa funzionare il nostro autopilota, focalizzandoci sulle microrisoluzioni.

Come utilizzare le microrisoluzioni

Le microrisoluzoni servono a evitarti di prendere di petto un problema enorme, cosa che ti costerebbe un sacco di energia e forza di volontà, portandoti presto al fallimento. Lavorando su piccoli aspetti uno per uno sarà possiamo innescare una spirale di successi che ci condurrà a raggiungere il nostro obiettivo. Quando ha lanciato l’iniziativa un minuto, ho visto non solo me stesso, ma diverse altre persone riuscire ad attivarsi per realizzare i propri progetti. Perché un minuto al giorno lo troviamo tutti, e spesso una volta che abbiamo iniziato a fare una cosa che ci piace per un minuto, andiamo avanti per parecchio di più.

Vediamo dunque come debbano essere queste microrisoluzioni per funzionare al meglio.

  1. Innanzitutto, non devono esser un comando, ma devono indicarci l’azione da compiere in maniera positiva (es: non mangiare di meno, ma fare uno spuntino a metà mattina, oppure mangiare 70 grammi di pasta).
  2. Zero tolleranza: come scrivevo la scorsa settimana, ogni volta che fai un’eccezione stai riducendo le tue possibilità di successo. Proprio a questo serve stabilire un minimo risultato accessibile che ti consenta di rimanere in pista anche nei momenti più difficili.
  3. Collegate a segnali esistenti, ovvero queste microrisoluzioni non devono essere catapultate nella vita di tutti i giorni così dal nulla, ma essere connesse ad azioni che compi di routine. Per esempio, accendo il computer e scrivo il mio diario. Oppure faccio una pausa al lavoro e bevo un bicchiere di acqua.

Già dopo una settimana la tua resistenza al cambiamento inizierà a venire meno.

Il primo passo

Ti faccio un esempio di come ho applicato io questa cosa. Quando ho deciso che avrei dovuto compiere almeno 5000 passi tutti i giorni, ho iniziato a parcheggiare un po’ più lontano da dove parcheggio di solito al lavoro, e sto provando a godermi quella breve passeggiata attraverso una meditazione camminata. Ora ovunque vada, non mi affanno più a cercare il parcheggio più vicino, ma sono contento di trovarlo lontano perché così posso fare due passi. E trovo anche parcheggio più facilmente.

Dunque, non starci più a pensare. Prendi uno dei progetti a cui tenevi così tanto, stabilisci una microrisoluzione che ti aiuti a raggiungere il successo, trova un elemento della tua vita quotidiana a cui collegarlo, e inizia a metterla in pratica.

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