L’essenziale

In principio era una cosa rotonda ai miei piedi. Feci per prenderla, ma avvicinandomi la colpii con i piedi. Rotolò. Poteva farlo ancora. Tutte le volte che volevo.

Ho giocato con una pallina di spugna. A rigori, durante la finale della Coppa dei Campioni prima che inventassero la Champion‘s League, contro una sedia che faceva da porta. In mezzo una scarpa era il portiere.

Ho giocato con un foglio di carta accartocciato, quando mi veniva requisita la pallina di spugna perché avevo rotto qualcosa.

Ho giocato con una pallina di carta arrotolata nei corridoi delle elementari.
Ho giocato con una pallina di carta arrotolata ricoperta di scotch alle medie.
Ho giocato con una pallina di carta arrotolata ricoperta con la stagnola del panino alle superiori, all’intervallo, tirandola su con i piedi per farla finire, colpendola al volo, nel cestino della classe.
Ho giocato con una palla di stracci durante l’occupazione del liceo.
Ho giocato col Supertele al mare e col Tango all’oratorio.
Ho giocato col pallone di cuoio cucito a mano dai bambini di Taiwan nei parchetti del quartiere dove vivevo a Milano.
Ho giocato con i palloni della Nike sui campi del CSI.
Ho allenato con palloni di marche diversi sui campi della FIGC.
Ho giocato con palloni di ogni marca su campi da calcio o simili in più o meno qualunque località balneare in cui sia stato e città in cui abbia vissuto.

Ho giocato con tanti amici partite interminabili al parco dove gli zaini di scuola erano le porte.
Ho giocato con pochi amici a Quindici, alla Tedesca, a Tiri al volo, a seconda della provenienza degli amici.
Ho giocato in 4 a punizioni a coppie: uno tira e se non fa gol comincia la sfida 2vs1+il portiere.
Ho giocato con mio cugino a rigori.
Ho giocato con mio cugino a rigori di sinistro.
Ho giocato con gli amici a dribblarci al parco.
Ho giocato con gli amici a dribblarci nel corridoio della scuola con la pallina di carta.
Ho giocato 3vs3 sul campo da basket durante la notte, finché non si sono spenti i lampioni. E ho perso perché un amico ha preso un tunnel alle 7:01 del mattino, mentre 4 su 6 eravamo accasciati a terra stremati dall’alcool e dalle droghe.

Ho giocato con gli amici a farci il tunnel durante le partitelle, in strada prima delle partite della nostra squadra, al parchetto col tappo della birra, in montagna col tappo del vino, per la strada con una lattina schiacciata.

Ho giocato con la regola “chi segna ha vinto” prima che inventassero il Golden Gol. E dopo che l’anno tolto.

Ho giocato sui campi di calcio a 11, a 9, a 7 e a 5. Poi mi sono trasferito a Roma e ho scoperto che ci sono anche campi a 8. E ho giocato su campi di calcio a 8.
Ho giocato su un campo da calcio a 5 uno contro uno a tiri dalla distanza.

Ho fatto tutto questo con una cosa più o meno rotonda e degli amici.

Oggi gioco con un palla perfetta fatta di pixel alla Playstation o sull’Xbox. Quando capita. Oppure con qualche amico mi imbuco in una partita su Fubles.

Ogni tanto, sempre più raramente, quando rivedo gli amici di una volta, capita che qualcuno mi provi a fare un tunnel con la cicca di una sigaretta. E chiaramente, se capita, non ci sto a perdere.

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