L’elemento chiave

Ci sono cose che si possono dire e cose che no, le parole non sono in grado di spiegarle fino in fondo. C’è chi dice che un’immagine valga più di mille parole, e allora proviamo a spiegare cosa sia l’elemento chiave con quest’opera di Pablo Picasso.

In questo disegno, l’artista apparentemente rappresenta se stesso nell’atto di ritrarre la propria modella, ma a ben guardare è evidente che Picasso descrive il processo creativo.

Non ricordo dove, ma ho letto di recente un articolo che collezionava le prime 1.000 parole di diversi scritti, come la costituzione degli Stati Uniti, il discorso di Martin Luther King, e altri, per illustrare che mille parole sono in grado di dire molto di più di una singola immagine. A ben vedere, però, per rappresentare l’essenziale, ci vogliono molte meno parole. Prendi per esempio questo poesia di Edward Estlin “E. E.” Cummings, per altro noto fan di Picasso.

l(a

le
af
fa

ll

s)
one
l

iness

Il testo dice l(a leaf falls)oliness, che in inglese significa s(una foglia cade)olitudine, ma la “l” che sembra un “1” (nella tipografia originale) o una “I”(io, in inglese) è al tempo stesso accostata a one (uno). La poesia illustra la solitudine attraverso la separazione dell’io da tutto il resto.

Come Picasso, Cummings in l(a rappresenta l’elemento chiave in un modo che è difficile spiegare a parole. Lo fa utilizzando l’astrazione, uno dei processi utilizzati dai creativi per descrivere quello che trascende la nostra comprensione. Io penso che la mia astrazione sia la tastiera con cui scrivo.

La mia tastiera Planck, nella sua versione originale.

È meccanica (fa click clack, per capirci), ortolineare (i tasti sono allineati in verticale e orizzontale), è grande il 40% di una tastiera normale (ma ha molti più tasti, su differenti livelli), l’ho assemblata io insieme a mia figlia, ho scelto io i tasti e i copritasti, e ho scritto personalmente il codice del programma che la fa funzionare. Ci sto ancora lavorando sono in attesa di una custodia a basso profilo stampata in 3D, dei nuovi copriresti, e dei nuovi tasti), ma è qualcosa di decisamente originale (all’inizio non aveva neppure le leggende sui tasti, ora sto provando un set che è disponibile solo con leggende, poi vedremo).

Tu come ti vedi? Qual è il tuo elemento chiave del tuo personal brand?

Io penso che questo esercizio ci aiuti a capire in che direzione muoverci. A me, almeno, mi ha aiutato. (E se ti stai chiedendo se a me mi si possa dire, “A me mi par di sì”, direbbe il Manzoni)

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