Leggerezza

Per tagliare la testa di Medusa, Perseo non la guarda mai direttamente, come le statue nella foresta delle Gorgoni. Invece si rende invisibile con l’elmo di Ade e camminando all’indietro osserva il mostro riflesso nello scudo donatogli da Atena. Una volta uccisa la Gorgona, infila i sandali alati e si allontana leggero dalla foresta di pietra.

Perseo ha trovato così il suo modo di evitare lo sguardo pietrificante di Medusa. Sa che se la guardasse direttamente in volto diverrebbe una statua pure lui.

In Lezioni Americane, Italo Calvino identifica nella storia di Perseo la ricerca della leggerezza come reazione al peso di vivere. Il racconto parla per se stesso, non necessita di interpretazione, sostiene Calvino. Chi si lascia coinvolgere dalla pesantezza del mondo, diventa pesante. Come evitarlo?

Virtù della leggerezza

Nella sua lezione, Calvino propone la teoria della leggerezza come strumento per costruire un buon romanzo. La virtù della leggerezza è nel sottrarre peso da personaggi, struttura e linguaggio. Nella nostra vita, gli elementi da rendere leggeri sono:

  • persone, a cui diamo troppo peso;
  • eventi, che ci condizionano;
  • narrazione, il nostro punto di vista.

Il peso che diamo a quello che certe persone, noi pure inclusi, dicono o fanno, il peso che attribuiamo a certi eventi senza sapere come andranno a finire o senza conoscere tutta la storia, e lo stesso modo in cui guardiamo alle e raccontiamo le cose che ci capitano, tutto questo contribuisce a determinare il nostro peso.

Perseo rifiuta la visione diretta del mondo in cui gli è toccato vivere, non il mondo stesso. Per non trasferire la pesantezza del mondo nella nostra vita è necessario guardare al mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica (Calvino). Senza però lasciare che le immagini così ottenute si dissolvano come sogni nella realtà.

La ricerca della leggerezza

Guardare alla vita e meravigliarsi di essa era il segreto di Leonardo. È osservare che fa la differenza. Solo che Medusa non puoi guardarla direttamente negli occhi, perché altrimenti ti pietrifica.

La leggerezza si associa con precisione e determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso. – Italo Calvino

Questo articolo sulla leggerezza mi è venuto in mente osservando i capelli bianchi di mia moglie. Lei, offesa, mi ha replicato di guardarmi i miei. “I miei sono brizzolati!”, le ho risposto.

Nel corso di questo progetto ho trovato diversi strumenti utili alla ricerca della leggerezza, e li ho raccolti nel libro Vivere intenzionalmente – Semplici pratiche per rimanere connessi con i propri perché. In particolare nella sezione dedicata alla ricerca della chiarezza e della consapevolezza. Lo strumento che però più mi ha aiutato a trovare leggerezza è la meditazione. Ne ho scritto in La Pratica: comprendere la meditazione, superare le difficoltà e stabilire un’abitudine salutare, un libro che non tratta solo di meditazione, ma soprattutto di come questa offra gli strumenti per imparare a osservare la realtà in modo diverso. E penso che un’ottima sintesi di tanti di questi pensieri lo offra il mio discorso sulla disciplina.

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