L’evasione

Sono già evaso due volte nella mia vita. La seconda poco più di un mese fa. Quando senti la morsa della società che ti stringe, nient’altro puoi fare: occorre uno strappo, un colpo di reni, una reazione decisa per riprendere in mano la tua vita.

Se un prigioniero vuole evadere, qual è la prima cosa che deve sapere? Di essere rinchiuso in una prigione. Fino a che non lo sa, nessuna fuga è possibile. GURDJIEFF

Edmond, un eroe

Dopo aver letto Il Conte di Montecristo, Edmond Dantès è diventato il mio eroe. Imprigionato ingiustamente in un castello costruito su un’isola in mezzo al mare, Edmond cerca di reagire in tutti i modi:

  • ottenendo prima un regolare processo;
  • scavando poi un tunnel sotterranneo;
  • sostituendosi infine a un cadavere.
La prigione da cui è fuggito Edmon Dantès.
La prigione da cui è fuggito Edmon Dantès.

Gettato in mare all’interno di un sacco, Edmond taglia la corda che lo lega a un masso e risale in superficie appena in tempo per non affogare.

Durante l’ingiusta prigionia egli è dapprima speranzoso, nella legge e in Dio, poi disperato e convinto del suicidio, di nuovo speranzoso nel progetto di fuga ideato insieme a un altro prigioniero, e ancora disperato per la morte di questi.


Siamo tutti prigionieri

L’altro giorno una persona ha commentato su Facebook il mio articolo sulle 23 cose che puoi fare al mattino prima di uscire di casa: “Se le facessi tutte arriverei in ritardo al lavoro”. In lei ho visto una prigioniera rassegnata: una persona per cui le prime ore del mattino, ossia le migliori, quelle in cui sei più riposato e che danno un senso a tutta la giornata, sono destinate a bere un caffè di corsa e ad affrontare il traffico per sedersi dietro a una scrivania.

Oggi siamo tutti prigionieri. Di qualcuno o di qualcosa. Spesso, purtroppo, non ce ne accorgiamo. Speriamo che le cose cambino, ci rassegniamo, proviamo a combattere, e alla fine abbiamo solo due scelte: arrenderci o evadere.

Siamo tutti prigionieri. Di qualcuno o di qualcosa. A volte lo ignoriamo. Puoi arrenderti o evadere. Click to Tweet

Fin dall’infanzia ci sentiamo ripetere ciò che dobbiamo fare, e certe volte ce lo diciamo addirittura da soli. Indugiamo nell’adoperarci per ciò che ci è stato insegnato essere bene per paura di assecondare il nostro istinto.

Vivere da fuggiaschi

Evadere è pericoloso, ma non complesso. Occorrono coraggio, un po’ di follia, e una visione di dove vuoi andare.

La prima volta che l’ho fatto ho stracciato un “articolo 1”, vale a dire un contratto a tempo indeterminato come giornalista professionista, con tutte le paraculaggini derivanti. L’ho lasciato lì per occuparmi di tecnologia e innovazione senza le costrizioni che derivano dal lavorare in una redazione. All’inizio è stato difficile, ma poi ho ottenuto il mio piccolo successo.

Alla lunga però mi sono ritrovato nella stessa condizione. La seconda volta ho così mollato un cliente importante, da cui derivava oltre metà del mio reddito, per perseguire un’improbabile nuova avventura da solopreneur, imprenditore di me stesso, costruendo prodotti che aiutino (me stesso) e gli altri a vivere intenzionalmente, coltivando cioè le proprie passioni.

Ho una paura fottuta di non riuscirci, ma so per certo che se anche andrà male comunque avrò imparato qualcosa di nuovo e sarò cresciuto come persona e come professionista.

Pianificare l’evasione

Durante le mie “evasioni” ho compreso che c’è una strada da percorrere prima di trovare il coraggio di fuggire:

  1. hai bisogno di conoscere te stesso, e per questo ti possono essere utili le 13 difficili domande che ho raccolto in un recente articolo;
  2. devi scoprire qual è la tua vocazione, ascoltando la tua vita, unendo a ritroso i puntini, e dandoti da fare per assecondare le tue inclinazioni, come i protagonisti delle storie di Jeff Goins in The Art Of Work, di cui ho riassunto i concetti chiavi tempo fa;
  3. devi “vedere” la strada che hai percorso e capire dove vuoi andare e se ci stai andando, planando sulla tua vita da 50.000 piedi di altezza per osservarla dall’alto, come ho raccontato in Sognare per vivere.

Cosa significa evadere in concreto

Per me evadere è stato ritrovare il coraggio di spendere il mio tempo in cose che danno senso alla mia vita. O che, almeno a mio parere, glielo danno.

Questo avviene in contrasto con le imposizioni e le richieste della società.

Ogni momento della giornata sei chiamato a scegliere a chi vuoi dare retta. Alla sovrastruttura in cui sei imprigionato o al folle progetto di evadere per trovare te stesso.

Scegliere la cosa più pericolosa e folle non è facile, ma le strade difficili spesso portano a bellissime destinazioni. Click to Tweet

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