Il brief personale

Uno dei problemi principali che ho con la mia vita è farla funzionare bene come il mio lavoro. Voglio dire, ogni volta che inizio un progetto parto da un brief, butto giù degli obiettivi, disegno una strategia per raggiungerli, e pianifico le azioni necessarie per riuscirci. Come è possibile applicare lo stesso processo a tutte quelle cose che non funzionano nel quotidiano?

Il brief, Silvio, il brief!!! Questa è la chiave di tutto, perché senza il brief non sai come muoverti. Il brief è quello che sta alla base del tuo piano di vita. Con una lista di azioni da completare, ogni giorno diventa più semplice, perché quello che è importante non te lo devi più ricordare – e nessuno di noi è bravo a farlo – ma è lì fra le prime cose di cui ti devi occupare. Questo lo so, lo sapevo anche prima, ma ultimamente ho avuto qualche problemino di quelli che sì, ti capitano tutti i giorni, ma ogni tanto te ne capita uno in più, a cui magari non sei preparato, e sei fregato senza accorgertene. Per questo mi tengo lì la sfida di vivere intenzionalmente e ogni tanto me la rifaccio. Quando non metto mano di primo mattino al mio diario, e non pianifico i giorni e le settimane attraverso i MIT, tutto mi si complica stramaledettamente e il semplice tenere a mente quello che devo fare mi priva di energie mentali per pensare a come farlo, e poi farlo per davvero. Poiché come non fare quello che devi fare al lavoro non è un’opzione, allo stesso modo non vivere quello che vuoi vivere non può essere un’opzione.

L’essenziale di un brief

Siccome tutto questo dipende dal brief, ne ho dedotto che ripartire regolarmente dal proprio brief sia la cosa fondamentale. Già, ma come? Ripensando a tutti i life hack che conosco, mi è venuta questa idea qui per mettere il mio cervello davanti al mio brief il più spesso possibile:

  • scrivere il mio brief;
  • individuarne i punti chiave;
  • riassumerlo in un tweet e usarlo come bio in tutti i mie profili.

Questo è il secondo passo, mi sono poi detto. Il primo è avercelo stampato da qualche parte, questo brief.


Come si fa un brief

Dunque, facciamo un passo indietro. Le componenti di un brief sono 5, e questa volta mi perdonerai se uso l’inglese perché vedrai che è più utile:

  • Overview, ovvero visione d’insieme, ma concentrata, sintetica, e per questo preferisco overview a visione d’insieme. Deve essere diretta e semplice, dire tutto con poco.
  • Goal, ossia obiettivi, ma goal mi richiama il giuoco del calcio e questo mi consente 1) di introdurre il concetto di gamification 1, 2) di stampare nella mia mente il momento del successo e 3) ricordarmi che quando raggiungo un obiettivo è naturale festeggiare.
  • Target: le persone a cui è rivolto il progetto, quelle da colpire attraverso le azioni che metteremo in pratica.
  • KPI, abbreviazioni di key performance indicator, strumenti per misurare il successo e unità di misura per verificare a che punto ci troviamo nel nostro percorso.
  • Deadline, ovvero scadenze, ma il termine inglese – linea della morte – mi ricorda che se non vivo la mia vita nel tempo che mi è dato, poi non c’è più tempo.

Detto che ogni progetto personale, che potrebbe essere iniziare a meditare, tenere un diario, o praticare i riti tibetani, dovrebbe avere il proprio brief, da cui derivano obiettivie programmazione, la madre di tutti i brief è dunque il tuo brief personale.

Io sul mio ci ho ri-lavorato questa settimana, e tu col tuo come sei messo?

Domande a cui rispondere per scrivere il tuo brief personale

Scrivilo, non pensarlo, dammi retta. E torna a rileggerlo fra qualche giorno, per avere un’idea un po’ più chiara di quello che hai in mente. Ecco le domande che ti aiuteranno a farlo.

  1. Overview: chi sei? Descrivi gli aspetti principali del tuo personaggio. Sul blog trovi 13 domani utili per scoprire chi sei davvero.ES: Marito e padre, scrittore, giornalista, consulente di comunicazione, event manager.
  2. Goal: indica in modo concreto qual è lo scopo di questo brief, ovvero quale aspetto della tua overview vuoi cambiare. ES: Generare dall’attività di scrittura almeno 4mila euro al mese per camparci me e la mia famiglia.
  3. Target: determina a chi vanno indirizzate le azioni da compiere per raggiungere l’obiettivo. ES: Persone interessate a vivere intenzionalmente, persone e aziende che hanno o vogliono un blog, testate giornalistiche.
  4. KPI: come misuri i risultati? ES: Tempo speso a scrivere ogni giorno, articoli / libri / corsi pubblicati e venduti.
  5. Deadline: entro quando devi terminare il progetto? ES: Giugno 2021.
  1. Questo credo sia intraducibile, e letteralmente significa utilizzare delle regole tipiche del gioco per rendere più divertente il lavoro che si fa.

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