Il trucco del guardaroba

Ci sono momenti in cui acceleri, altri in cui senti il bisogno di rallentare perché hai quella brutta sensazione che la tua vita ti sta sfuggendo di mano. Quando ho tolto il piede dall’acceleratore per sviluppare l’intenzione di dedicarmi a me stesso, una delle prime cose che ho fatto è stata affrontare il guardaroba.

I nostri armadi e cassetti sono stipati di indumenti e oggetti che semplicemente non dovrebbero esserci. Cioè, che se l’avessimo progettato noi, quel guardaroba lì, non ci starebbero. Questi indumenti sono frutto per lo più di regali, eredità o acquisti improvvidi.

Anche tu avrai da qualche parte un maglioncino giallo che ti ha regalato tua sorella e che non puoi indossare a causa della pancia o perché semplicemente il giallo non ti dona, no? Così come hai nei cassetti le magliette di lana comprate dalla mamma. E infognati da qualche parte ci sono ancora quei jeans che indossavi 10 chili fa e ogni tanto ti stringi intorno alla vita pur di usarli perché se no è un peccato.

Avere un guardaroba minimalista significa levare di torno tutti questi indumenti per fare spazio a quelli che abbiamo scelto noi, che definiscono il nostro stile e ci appagano quando indossati.

Ciò che indossi determina ciò che sei

Mettere in ordine la propria vita inizia dal prestare attenzione alle cose che ci circondano. Ogni oggetto entrato in nostro possesso richiede attenzione, e quell’attenzione è gioco forza sottratta ad altro. Il semplice interrogarsi su quale maglione indossare fra i tanti stipati nell’armadio consuma energie mentali che potresti dedicare ad altro. Sposta il baricentro della tua attenzione da come vestirti a cosa indossare. E qui però che casca l’asino: il cosa dovrebbe essere una conseguenza del come, ma senza accorgercene è divenuto un perché. Ci chiediamo cosa indossare perché siamo pieni di abiti fra cui scegliere.

Le cose che possediamo determinano quello che siamo. Di conseguenza, il come ti vesti determina ciò che sei. E lo fa in due mondi:

  • impostando il tuo stato d’animo, perché con giacca e cravatta non è che sei rilassato come con una tuta, e quando ti guardi allo specchio e ti piaci istantaneamente la tua fiducia in te stesso e in ciò che devi fare si consolida;
  • dicendo agli altri che intenzioni hai, perché è chiaro che se hai un appuntamento dopo il lavoro, al lavoro ci vai vestito un po’ meglio del solito, mentre in casa indossi ancora quei pantaloncini lisi che ti piacciono tanto quando ti vuoi rilassare.

Nell’articolo sul minimalismo esistenziale ho sottolineato come l’anima del minimalismo sia la rimozione del superfluo per focalizzare l’attenzione su ciò che conta davvero. Concentrarsi su ciò che produce significato. Applicare al proprio guardaroba questi principi significa imporre un cambio radicale a tutta la nostra vita.


Il giusto modo di dirsi addio

Il punto di partenza è imparare a lasciare andare le cose che possediamo. In un certo senso, occorre porsi nei confronti di esse come un padre verso un figlio: lasciarlo andare quando arriva il momento che diventi grande, e ringraziarlo per il tempo trascorso insieme.

Dirsi addio è sempre difficile, ma quando verrà il giorno che mia figlia vorrà andare a studiare all’estero, o deciderà di sposarsi, so che dovrò essere pronto a lasciarla andare. Il che non significa abbandonarla, anche se ciò include una separazione. Anche se non starà più in casa con me, sarà sempre nel mio cuore. E poi sa già usare FaceTime 🙂

Qualche settimana fa ho deciso di buttare i miei pantaloncini per casa preferiti. O meglio, quello che ne rimaneva, perché erano pieni di buchi, l’elastico si era spezzato, e in effetti erano già uno straccio. Insieme a mia moglie, abbiamo concordato di trasformarli in straccio vero e proprio per rendere meno duro il distacco. Come suggerisce Marie Kondò ne Il magico potere del riordino, ho preso commiato da loro ringraziandoli per questi anni trascorsi insieme e augurandogli tutto il bene possibile per la loro nuova avventura da straccio.

Tre modi di separarsi

Lasciare andare le proprie cose non significa eliminarle dalla propria vita. Può essere sì, che sia giunto per loro il momento di abbandonarci, ma nella peggiore delle ipotesi possono sempre essere riciclate. O regalate. Vendute. In modo che altri, magari meno fortunati di noi, ne possano godere, o i materiali di cui sono composte possono essere riutilizzati per creare nuovi prodotti.

Con questa logica in mente ho deciso di regalare alcuni libri che ho molto apprezzato, ma che non rileggerò. Trovi i titoli in un post su Facebook. Altri libri che ho tenuto da parte pianifico di regalarli a persone a cui penso possano servire. Anche se sono usati, non sono rovinati e possono essere riletti anziché continuare ad attirare polvere sui miei scaffali.

I benefici di un guardaroba minimalista

Questo lungo preambolo era necessario per portarti ad affrontare la madre di tutte le battaglie: quella con il tuo guardaroba. Te la senti ora di tirare fuori tutto da armadi e cassetti?

Io ci ho messo un weekend, perché in effetti non ero poi messo così male. L’impegno è più mentale che fisico, e la preparazione è ciò che conta di più. Devi sapere come affrontare il nemico – in questo caso te stesso, il peggiore che ti sarebbe potuto capitare – e affidarti a ciò che sai per sconfiggerlo.

La quintessenza di un guardaroba minimalista è la sua natura di creare una divisa. Sbagliando, io sono partito da questa. Lo scorso inverno ho organizzato magliette, maglioni e pantaloni per il lavoro, in modo tale da vestire sempre nello stesso modo senza più stare a pensarci. Era tutto organizzato in 3 cassetti, e per colori: bianco, nero, grigio e blu. Decine di combinazioni possibili, tutte perfettamente coordinate, e senza impegno.

Lo scorso weekend invece ho riorganizzato l’intera mia collezione di indumenti con una ragione di fondo. Creare un guardaroba minimalista non è per nulla complicato. Si tratta di definire un numero limitato di capi da indossare: 30/40 sono più che sufficienti. A questi aggiungiamo pigiama e accessori. Due o tre lavatrici a settimana per colorati, bianchi e scuri faranno il resto, liberando il nostro armadio per i vestiti migliori e la nostra testa per le cose che più importanti.

Avere meno vestiti significa migliorare la qualità di ciò che indossiamo. E investendo nella qualità possiamo creare un guardaroba con stile. Pensa alle dozzine di maglioni o pantaloni che hai: se il denaro speso per comprarlo lo avessi concentrato su tre o quattro maglioni o pantaloni, che poi sono quelli che usi in una settimana, non avresti avuto più soldi da spendere per ogni capo? E non avresti valutato la sua qualità con maggior severità?

I capi di qualità, in genere, durano anche di più nel tempo. Di fatto, un guardaroba minimalista ti consentirà di risparmiare qualcosa, alla lunga, ma soprattutto indossare ogni giorno capi di qualità accuratamente selezionati da te.

I passi necessari per avere un guardaroba minimalista

Il punto di partenza è la definizione del proprio stile. Scegli come vuoi vestirti, che tipo di capi non vuoi più indossare, cosa vuoi invece metterti addosso.

Ora scegli i colori. Restare su certe gamme neutre, come nero, bianco, beige, écru, blu o grigio ti semplificherà la vita. Sono tinte che non annoiano, vanno bene per qualsiasi occasione e si mescolano bene fra di loro. I colori li puoi riservare a pochi capi selezionati, per dare quel tocco in più che serve a ogni occasione, come un bel maglione rosso per Natale.

Riducendo il numero di capi da sistemare nell’armadio potrai concentrarti sui tessuti. Punta su lana, cashmere, cotone, lino, seta per i capi di abbagliamento e pelle per scarpe e accessori.

Conclusioni

Applicare un sano minimalismo al nostro guardaroba significa cambiare radicalmente l’umore con cui iniziamo la giornata. Un guardaroba minimalista è semplice da gestire, riduce il dispendio di energie mentali per combinare i capi fra di loro e ci consente di vestire ogni giorno con il nostro stile.

Riducendo il numero di abiti e concentrandoci sulla scelta dello stile e la qualità del prodotto ci garantiremo un look in linea con le nostre aspettative e in accordo con la vita che vogliamo vivere.

Mi pare che tu abbia da fare per il prossimo weekend.

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