Non c’è provare

Rispondendo al mio sondaggio sulle passioni di successo, uno dei miei lettori ha scritto:

Successo, che usiamo come sostantivo, non è altro che un verbo al passato. – Alessandro C.

Il successo è qualcosa che è effettivamente accaduto. O meglio, che abbiamo fatto accadere. Non c’è successo senza fatica, perché per far succedere qualcosa ci vuole impegno. Nell’accezione da cui deriviamo successo, succedere implica una dipendenza causale o anche solo temporale fra diversi accadimenti. “Succedere” in prima istanza significa genericamente “venire dopo” e il successo è quello che viene dopo che ti sei fatto un mazzo tanto.

Di conseguenza, l’insuccesso è qualcosa che non hai fatto succedere.

Conosco tre pratiche a riguardo:

  • post mortem, da svolgere prima di portare a termine qualunque progetto, ovvero ipotizzare di aver fallito e determinare perché non hai fatto succedere quanto necessario per avere successo;
  • lessons learned, ovvero lezioni imparate, che è un post mortem svolto dopo aver effettivamente fallito;
  • la colpa è tua, una strategia che uso quando mi ritrovo nei guai per individuare cosa io possa far succedere per avere successo, anche quando mi sembra che non possa farci nulla.

Come suggerisce il mio lettore, il successo è una fase di passaggio. Fa parte del passato, letteralmente. E allo stesso tempo è parte di una successione di eventi.

In Star Wars, il maestro Yoda affronta il tema insegnando a Luke Skywalker a usare la forza per spostare gli oggetti. Davanti all’obiezione dell’allievo circa il fatto che non ci sia differenza fra spostare una pietra e un’astronave con la forza (della mente, diciamo), il maestro risponde irritato:

No! Non c’è differenza! L’unica differenza è nella tua mente. Devi disimparare quello che hai imparato.

Per compiacere il maestro Luke risponde che ci proverà.

No, non provare. Fare. O non fare. Non c’è provare.

Il maestro richiede all’allievo di essere completamente devoto alla causa, 200 per cento concentrato in quello a cui si sta dedicando. Perché se pensa di non farcela, non ci metterà tutta la forza necessaria.

Per avere successo in quello che sta facendo, Luke deve essere sicuro di qualcosa che ancora non sa essere possibile, per il semplice fato che il suo maestro gli dice che è possibile. Il che è illogico, ma il nostro cervello – da cui dipendono le nostre azioni – fortunatamente non si cura di queste cose, per cui è sufficiente essere certi che avremo successo per convincerlo a farci fare tutto quanto serve e di più per far succedere effettivamente le cose necessarie ad avere successo. E d’altra, parte, è così che cresciamo i nostri figli, chiedendogli di accettare ciò che gli diciamo fino a che non saranno in grado di capirlo.

Non c’è provare significa che se non sei convinto di (potere e volere) far succedere delle cose, queste non succederanno e quindi tu non avrai successo.

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