Condurre esperimenti

Quando qualcuno mi scrive sostenendo di invidiarmi, io mi vergogno perché non credo di aver ancora trovato la strada giusta né tantomeno di essere arrivato da qualche parte. Mi sento uno che cerca la strada giusta, forse un po’ meno preoccupato di trovarla quanto di cercarla. Perché penso che tutti siamo cercatori, e il valore del tempo che spendiamo in ogni cosa stia nel cercare, non nel trovare.

A ogni modo, anche da cercatore ti puoi sentire sulla strada giusta oppure no. Io mi sento che vado per tentativi. A volte perché lo desidero, altre perché come tutti avverto quella necessità di dover fare delle cose a cui non posso sottrarmi. Anche se so che sono il risultato di scelte del passato (e questo dovrebbe ricordarmi di ponderare bene ogni decisione) o di cose allineate ai miei valori e ideali e a cui non voglio sottrarmi.

Andare per tentativi è negativo solo se lo subisci. Io lo chiamo condurre esperimenti, e mi pare che renda le mie giornate anche più interessanti.

La vita è un enigma e ogni pagina ha il suo puzzle.

Come condurre un esperimento

Mi sono chiesto se questo approccio si potesse in qualche modo strutturare. Dunque, condurre esperimenti per me è:

  1. Fare delle ipotesi su attività, cambiamenti, carriere, figli…
  2. Provare a introdurre novità in modo che non scombinino più di tanto la routine quotidiana.
  3. Imparare delle cose.
  4. Approfondire l’ipotesi. O abortire l’esperimento e andare al punto 7.
  5. Ipotizzare quali risultati un ulteriore approfondimento potrebbe consentire di raggiungere.
  6. Approfondire. O cancellare l’esperimento.
  7. Ripartire da capo.


Come scegliere l’esperimento giusto

Il punto di partenza è connettersi con se stessi. Nel mio libro Vivere intenzionalmente affronto il tema nei dettagli, ma in maniera molto molto sintetica potrei spiegarlo così:

  1. Fai una lista delle cose che vuoi fare.
  2. Fai una lista delle cose che puoi fare.
  3. Fai una lista delle cose che dovresti fare.

Dimenticati le liste e scegli un esperimento da condurre. Il primo che ti viene in mente. Così, di pancia, senza starci a pensare. E procedi come indicato sopra. Il semplice stendere le liste aiuterà la tua pancia a prendere la decisione giusta.

Per tua curiosità, ecco alcuni dei miei esperimenti negli ultimi anni e i loro risultati:

  • Scrivere un blog di comunicazione: abortito. Poteva funzionare, ma non mi appassionava così tanto come pensavo.
  • Scrivere dei miei esperimenti: faticoso, ma mi sta piacendo e mi regala diverse soddisfazioni. Mi ci facesse anche campare sarebbe fantastico!
  • Imparare a suonare l’armonica: in stand-by, con notevole piacere all’inizio e un po’ di nostalgia ora. Da riesumare.
  • Ricominciare a suonare il piano: work in progress.
  • Imparare a scrivere codice: riuscito! Le mie tastiere meccaniche lavorano con il codice che ho scritto io, il mio sito personale pure e una volta anche Vivere intenzionalmente. Resta una passione che volentieri ogni tanto riesumo.
  • Yoga: riuscito. Pratico tutte le mattine da un paio di anni e mi sono iscritto in una palestra per approfondire.
  • Meditazione: un successo che mi ha cambiato la vita. È il più lungo che abbia condotto, perché ho dovuto affrontare notevoli difficoltà. Ora voglio approfondire. Del tema tratto ampiamente ne La Pratica: Comprendere la meditazione, superare le difficoltà e stabilire un’abitudine salutare.
  • Startup: fallito. Da riprovare.

Come iniziare. Sempre.

Quando non vuole mangiare a mia figlia dico sempre: “Ascolta il tuo pancino”. Se una cosa ti va o meno puoi scoprirlo solo iniziando a mangiare. E se una cosa ti piace o meno puoi scoprirlo solo assaggiandola. Per questo credo che ognuno di noi debba condurre esperimenti. Costantemente. Tu a che esperimento stai pensando?

PS: A proposito di esperimenti, tante persone mi scrivono per avere supporto in quello che fanno e mi stavo chiedendo se potesse avere senso fare life coach (anche se non mi piace la parola) o il project coach. Se ti va di darmi la tua opinione, compila questo sondaggio.

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