Se solo avessi tempo…

Un orologio che scandisce il tempo che passa

Non so quante volte ho ripetuto “non ho tempo”. In particolare negli ultimi quattro anni, durante i quali la mia attività professionale è cresciuta esponenzialmente. La verità è che io quel tempo ce l’avevo eccome. Come ce l’avevi tu. Come ogni altra persona. Il problema era che lo sprecavo. Fino a che non non ho deciso di vivere intenzionalmente e mi sono rimboccato le maniche per ritrovare il tempo perduto.

Confesso: ho mentito sapendo di mentire. Il tempo perduto è per sua stessa definizione perso. Non hai modo di recuperarlo. Così come non è vero che non ho tempo. Non è vero che non hai tempo. Io e te abbiamo lo stesso tempo a disposizione: 24 ore ogni giorno. Lo stesso tempo di cui sono provviste quelle persone che ogni tanto invidiamo pensando che loro sì, possono fare quello che vogliono perché hanno un sacco di tempo libero e invece noi no, siamo oberati di cose da fare. Anche quelli che invidiamo dispongono di 168 ore alla settimana, 1440 minuti ogni giorno, 2,592,000 secondi al mese e 365 giorni all’anno. La questione è come lo spendi, questo tempo.

Perché continuiamo a raccontarci una bugia

Il tempo non è una moneta di scambio. Non puoi guadagnarlo, né comprarlo. Non puoi investirlo, perché quando investi il tuo tempo in qualcosa non è che ti ritorni indietro più tempo. Sì ok, magari in futuro ci metterai di meno a fare qualcosa, ma non ti torna indietro più tempo di quello che avevi. E anzi, neppure quello che avevi ti torna. Il tempo puoi solo spenderlo. E quando lo hai speso, è speso.

Dire “non ho tempo” non equivale ad affermare “non ho soldi”. I soldi ti posso dire di trovarli. Di risparmiare. Di lavorare di più. Il tempo, quello è. Non hai modo di ottenerne di più. E allora, perché continuiamo a ripetere “non ho tempo”?

Per almeno tre motivi:

  • perché siamo pigri, e abbiamo imparato a ripetere meccanicamente quella frase senza prestare attenzione al significato delle parole;
  • perché nei confronti del nostro cervello vale come una giustificazione firmata dalla mamma, anche se è palesemente falsificata;
  • perché dire la verità richiede coraggio e poi sei obbligato ad affrontare le conseguenze.


Quello per cui non hai tempo non è importante

Se fossi onesto ammetteresti che quando dici “non ho tempo” vuoi effettivamente comunicare che “non è importante“. Se lo fosse, troveresti il tempo. Ricordo di aver letto questo esempio da qualche parte: se ricevessi un’email dall’amministratore delegato della tua azienda che ti informa di un super bonus di 100.000 euro da ritirare di persona entro sera, troveresti sicuramente il tempo di andarci.

Fai un attimo mente locale: quali sono le cose per cui non hai tempo? Prendi carta e penna e scrivi dieci cose per cui non hai tempo. Per ognuna di esse prenditi un secondo, prima di cancellarla definitivamente dalla tua vita tirandoci una riga sopra. Se è una cosa importante, puoi ancora salvarla, ma devi decidere di cambiare approccio. Basta ripetere “non ho tempo”, comincia a definire chiaramente cos’è importante! E se dichiari una cosa “non importante”, abbi il coraggio di cancellarla dalla tua vita.

L’importante è oggi, non domani

Sì certo, una cosa può non essere importante ora, ma magari esserlo in futuro. Cazzate. Se è importante lo sai ora. Il fatto che sia importante è relativo al presente, non al futuro. Non puoi mai sapere se sarà una cosa importante un domani. Ammesso e concesso che quel giorno arrivi. Quello che sai è che nella tua proiezione del futuro vuoi, oggi, che quella cosa sia importante, perché nella tua vita di oggi lo sarebbe, se solo avessi tempo. Se. Solo. Avessi. Tempo. Se ce lo avessi, sarebbe perché è importante. Quindi, se è importante, puoi, anzi devi destinare del tempo a quella cosa. Perché il tempo ce l’hai e sei l’unico incaricato di decidere come spenderlo.

Come trovare il tempo che ti serve

Ti racconto la mia esperienza. Per me è importante scrivere. Nel mio futuro immaginario è fondamentale, quindi faccio in modo di scrivere ogni giorno per vivere oggi qualcosa che è cruciale per me, oggi, anche se solo nella proiezione del mio io in una vita migliore. Scrivo ogni volta che ho un minuto libero, fosse anche solo un appunto a uso e consumo del mio io che verrà. Scrivo in metropolitana, quando sono in coda da qualche parte, all’alba o a sera inoltrata, scrivo a casa con un timer che conta i minuti spesi a digitare sulla tastiera, perché decido prima che per almeno mezz’ora voglio scrivere. Più scrivo, più sono felice, e più mi chiedo come diavolo facessi a dire che non avevo il tempo di scrivere. Se voglio, il tempo lo trovo.

Siccome il tempo è sempre quello che avevo prima, ho dovuto aggiustare le mie abitudini per dedicare del tempo nella scrittura. Ecco alcune delle cose che ho fatto:

  • ho smesso di guardare la TV, salvo le partite della Beneamata o qualche match clou del campionato inglese;
  • ho vietato al mio iPhone l’ingresso in bagno, perché a causa di esso le mie riunioni di gabinetto si prolungavano eccessivamente fra email, Facebook, Twitter e altre distrazioni come le notizie sportive;
  • ho disabilitato di default tutte le notifiche dei miei dispositivi;
  • ho ridotto il numero di app dell’iPhone, cancellato quella id Facebook e spostato nella seconda scherma quelle che “mi rubano tempo” come l’email di lavoro, Tweetbot o la cartella per le app che sto testando;
  • a casa scrivo solo su iPad con modalità do not disturb attiva, perché l’iPad è più monotasking del Mac e il multitasking ti uccide;
  • ho iniziato a mettere nella lavapiatti ogni singola cosa che sporco, per non dovermi ritrovare a spendere un quarto d’ora a fare la cucina anziché cominciare subito a scrivere dopo cena;
  • ho smesso di leggere le notizie mainstream, tanto mi raggiungono comunque, e leggo solo notizie del settore di cui mi occupo;
  • ho smesso di rispondere alle email a tutte le ore, concentrando in pochi minuti la gestione delle email ed evitando di rispondere se non aggiungo valore alla conversazione o questa non è in linea con i valori e gli obiettivi che cerco di perseguire;
  • ho cercato di automatizzare più cose possibili, creando rituali che mi guidino nella giornata aiutandomi a non sprecare il tempo che ho.

Negli scorsi giorni ho pubblicato un post, che ha raccolto parecchio apprezzamento, su come coltivare le proprie passioni nei ritagli di tempo. Per me è stato il punto di partenza. Tanti piccoli ritagli di tempo possono diventare una grande quantità di tempo. Tutte le azioni di cui sopra sono volte a individuare del tempo da spendere per la mia passione. Io credo che possa farlo anche tu.

Spunti di partenza

A volte, mi rendo conto, quello che serve è una fonte di ispirazione. Qualcuno che ti inciti, o semplicemente un calcio nel sedere per darti una mossa. Qualcosa che al contempo:

  • faccia male;
  • ti dia una sveglia;
  • ti obblighi a fare un passo avanti.

Proprio come un bel calcio nel sedere.

Da quando ho deciso di vivere intenzionalmente la mia vita, ho trovato un sacco di persone che mi hanno aiutato a proseguire lungo questa strada. Li chiamo “coltivatori di sogni” e a loro ho dedicato il “manifesto” che ho scritto per questo blog e che puoi ricevere lasciandomi la tua email qui sotto.

Se sei in cerca di qualcosa che ti motivi e ti dia degli strumenti per partire, ti invito a leggere il mio ebook “Sognare per Vivere”, di cui trovi un riassunto nel post “Cosa ti serve per realizzare i tuoi sogni”.

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