10 spunti per migliorare le relazioni con gli altri

Parte di quella felicità che non possiamo controllare dipende dalle relazioni con gli altri. Quello su cui spesso non ci soffermiamo è che queste relazioni dipendono molto da noi. In Come trattare gli altri e farseli amici Dale Carnegie ha analizzato alcuni aspetti cruciali delle relazioni fra le persone. Da questo libro è possibile trarre alcuni spunti per allineare i rapporti con gli altri alle nostre intenzioni, sia che si tratti di rapporti personali che di rapporti professionali.

Non criticare

Pur essendo esseri razionali, tutti noi siamo guidati non dalla ragione, ma dalle emozioni. Per questo ci chiudiamo nei confronti di chi ci critica. I più saggi sanno accettare le critiche per quello che sono — oggettive analisi della situazione o reazioni generate dall’invidia o dall’ignoranza della situazione. Dovremmo sforzarci di non criticare mai gli altri, ma di cercare di capire cosa li sprona ad agire e cosa vogliono ottenere. Questo ci dà infatti una visione più chiara della situazione e ci consente di agire per ottenere benefici per entrambi.


Apprezzare

Nessuno ti dà niente in cambio di niente. Se vuoi qualcosa dagli altri — e tutti vogliamo sempre qualcosa dagli altri, io per esempio in questo momento voglio che tu condivida questo articolo con i tuoi amici, quindi ricordatelo quando arrivi in fondo — devi dare loro qualcosa in cambio. Cosa?

Quello che tutti vogliamo è sentirci apprezzati. Quindi, quello che funziona sempre è mostrare apprezzamento nei confronti degli altri. L’apprezzamento è gratis. E piace a tutti. Grande idea, no? Se mostri apprezzamento verso gli altri, è più facile ottenere quello che vuoi, sia che sia un favore sia che tu sia nel mezzo di una trattativa. Inoltre, cercare negli altri qualcosa per cui mostrare apprezzamento ci guida alla conoscenza degli altri, e capirli meglio ci aiuta a migliorare la nostra relazione con loro. Sia a livello personale, che professionale.

Interessare

Il segreto per essere interessanti è essere interessati. A tutti piace parlare di se stessi e per questo apprezziamo le persone che ci chiedono di parlare di noi. E poi, magari anche solo per cortesia, dopo aver parlato per un quarto d’ora, gli chiediamo — magari non sempre — di parlare di se stessi. Così dovremmo comportarci noi. Chiedere sempre agli altri di parlare di se stessi e ascoltarli senza interrompere.

Ti confesso che è una delle cose che faccio più fatica a fare. Per questo ho deciso di farne una regola da seguire. E la sto implementando in tutti i miei progetti. Chiedendo a chi mi legge di parlarmi di lui, così da conoscere chi mi legge e fare in modo che questa nostra relazione di email sia un po’ meno virtuale e un po’ più reale.

Focus

Pochi amano parlare tanto per parlare. Quando si tratta di scegliere l’argomento di cui trattare, ognuno cerca di tirare l’acqua al proprio mulino, spostando l’argomento sulle cose che più lo interessano. Per essere apprezzati dagli altri, migliorare i nostri rapporti con loro, e ottenere la loro attenzione è necessario parlare di quello che loro ritengono importante. Per questo dobbiamo ascoltare gli altri cercando in loro qualcosa di importante che ci possa interessare o che addirittura ammiriamo e da cui possiamo imparare qualcosa.

Questa è una cosa che possiamo sperimentare ogni volta che incontriamo una persona nuova. Con il primo scambio di battute possiamo andare a cercare qualcosa che sia importante per lei o lui chiedendogli di che si occupa, per che squadra tifa, se ha dei figli, che lavoro fa e così via. E quando troviamo qualcosa di interessante, tutto viene poi da sé.

Ricordare

Fin dalla tenera infanzia — l’ho imparato allenando i pulcini di una scuola calcio — tutti amiamo essere chiamati per nome. Per questo dovremmo cercare di memorizzare i nomi delle persone che incontriamo — ahimè, sono una chiavica in questo e mi ci devo proprio impegnare!

Utilizzare il nome delle persone con cui parliamo ci aiuta a compiacerli, ma questo è un trucco. Quello che dovremmo fare con ogni persona con cui abbiamo una relazione è sforzarci di ricordare qualche dettaglio delle cose che sono importanti per ella. Io, per esempio, ho una nota sul mio iPhone con i colori che piacciono a mia moglie e quelli che non sopporta. Ti parrà una stupidaggine, ma negli anni ho imparato che i colori influenzano il nostro umore e quindi mi sono attrezzato di conseguenza (ehm, dopo aver sbagliato un paio di regali).

Non discutere

Discutere non serve a nulla, perché alla fine di ogni discussione ognuno resta della propria idea. Sto faticosamente imparando a non farlo, e ti confesso che durante alcune discussioni con mia moglie sono riuscito a troncare il bisticcio proponendo di fare pace in anticipo e concentrarci sulla discussione poi — solo che poi non ci sarebbe più stato tempo.

Conoscere il punto degli altri è sufficiente. Discutere in balia delle emozioni non serve a nulla. Se proprio è necessario un confronto, allora occorre tenere da parte le emozioni e concentrarsi sull’oggettività dei fatti. Cosa che difficilmente ci riesce nel mezzo di una discussione. Dunque? Quello che propone Carnegie è di rimandare la discussione a quando entrambe le parti avranno valutato la situazione. Si può fare? Mah, non mi è quasi mai riuscito, ma qualche volta mi ha aiutato. Quello che ho capito è che occorre tenere fuori l’orgoglio e le emozioni da ogni discussione.

Non condannare

Se dici a un’altra persona che ha sbagliato, se la prenderà a male. Quando utilizzi termini assoluti con gli altri, vieni percepito come quello che pretende di essere più intelligente. Per conquistare gli altri occorre invece essere umili e di ampie vedute. Per esempio, dicendo: “La penso differentemente, ma potrei sbagliarmi. Ti va di rivederlo insieme?”

È nella cornice che creiamo che noi e gli altri recitiamo la nostra scena. Per questo dobbiamo preoccuparci di creare una bella cornice.

Ammettere l’errore

Tutti sbagliamo, e quando ci capita di farlo quello che ci conviene fare è scusarci in anticipo. Ammettere l’errore e chiedere perdono significa ribaltare la situazione, trasformando chi avrebbe dovuto rimproverarci e punirci in colui che deve perdonarci. Carnegie racconta nel libro di quando ha evitato di prendere una multa scusandoci con un vigile che l’aveva fermato. Mi è capitato — involontariamente — la stessa cosa due volte, e posso confermare.

E poi criticare se stessi è meglio che sentirsi criticati dagli altri, perché di certo gli altri ci andrebbero più pesanti e quanto meno saremmo costretti ad ascoltarli.

Assentire

A nessuno piace cambiare idea, per cui se devi convincere un altro della tua idea il modo migliore per farlo è farcelo arrivare dicendo più “sì” possible. Si chiama metodo socratico: più volte uno dice sì in una discussione, più logico sarà dire di sì alla fine. Quando vogliamo convincere un altro della nostra posizione, il modo migliore è quindi non imporre quello che pensiamo noi, ma fare in modo che l’altro arrivi alla stessa conclusione attraverso il nostro stesso ragionamento e accettando ogni singolo punto prima di accettare il punto finale.

Sorridere

Quando il padrone torna a casa, il cane scodinzola e fa le feste. Perché? Perché ha trascorso la giornata da solo in attesa che il padrone torni a casa. Quella felicità è contagiosa così come la felicità di un neonato che ti regala uno dei suoi primi sorrisi. Sorridere influenza lo stato di chi sorride e di chi riceve il sorriso, come dimostrano sia gli studi di Shawn Achor che di Richard Wiseman (The if principle).

Se vuoi fare una buona prima impressione, sorridi. Quando rientri a casa, sorridi. Quando ti alzi al mattino, sorridi. Questa è una delle prime missioni della Sfida di vivere intenzionalmente, perché sorridere in ogni occasione cambia radicalmente il modo in cui percepiamo le cose.

Conclusioni

Fai in modo di sorridere spesso, ascoltare gli altri e mostrare apprezzamento per loro. Cerca di ricordare quello che dicono e di usare spesso il loro nome. Evita di discutere e quando devi convincerli delle tue idee fagli dire più “sì” possibile prima di portarli alla conclusione finale. Trovo i consigli di Carnegie molto utili nel lavoro così come nella sfera personale e per esperienza aiutano parecchio nel migliorare le relazioni famigliari. A ricordarsi però ti metterle in pratica più spesso!

La cosa più facile è cominciare sperimentando con gli estranei. La prossima volta che incontri qualcuno che non conosci, sorridigli, chiedigli di ripetere il suo nome così da memorizzarlo, usalo e chiedigli di parlare di se stesso, ascoltalo, e mostra interesse per un dettaglio della sua vita.

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