Hackerare le tue giornate per renderle eccitanti

Ci sono giornate che faticano a buttarti giù dal letto perché non hanno nulla di interessante da proporti. Il problema non sono loro, però, sei tu che le hai rese tali e, come dire, chi è causa del suo mal… Per prevenire questa malattia — di cui ho parecchio sofferto in passato — mi sono vaccinato iniziando a scrivere di primo mattino. Mi alzo per scrivere, il che è (quasi) sempre motivante per me. Buona parte degli articoli di Vivere Intenzionalmente sono stati scritti prima delle sette del mattino, e la quasi interezza entro le otto.

Il motivo per cui ci sono giornate che non ci buttano giù dal letto è che già in anticipo sappiamo che nelle ore successive non sfrutteremo appieno le nostre competenze. Oppure, che quello che ci aspetta richiede più competenze di quelle che abbiamo.

Quando invece le nostre competenze sono tutte necessarie e la giornata che ci attende è sfidante al punto giusto, allora scattiamo giù dal letto come un centometrista e procediamo attraverso i vari impegni come un maratoneta. In quelle giornate, i nostri obiettivi sono ben chiari, la nostra attenzione è concentrata su quello a cui ci dedichiamo, e le esperienze che facciamo sono in armonia una con l’altra. Ma come diavolo si fa ad avercele sempre, delle giornate così?

Flow

Mihaly Csikszentmihaly (si pronuncia più o meno cicsentmiai) definisce quello stato che ci accompagna in giornate come queste flow (flusso). Lo stato di flow lo riconosci essenzialmente da un fatto: che il tempo trascorre molto più velocemente di quello che ti sembra. Hai presente quelle sere che hai fatto tardi perché eri completamente coinvolto in un dibattito sulla prossima stagione calcistica, stavi scrivendo il codice di una nuova applicazione, o nel libro che stavi leggendo le sorti di uno dei protagonisti erano appese alla fine del capitolo? Ecco, quello è flow, e per vivere appieno le tue giornate lo devi ricercare in ogni attimo.

Per raggiungere lo stato di flow è necessario bilanciare sfide e competenze. Il grafico qui sotto mostra bene questa cosa.

Dunque, vediamo come “hackerare” le nostre giornate per renderle flow.


Giornate per cui non siamo pronti

La prima volta che ho scritto un libro da solo è stato un flop. Il libro piaceva un sacco a quelli che lo leggevano, ma io non avevo idea di come distribuirlo, né di come venderlo, e quindi in pochi se lo scaricavano. Non avendo le competenze necessarie, non avevo neppure tanta voglia di mettermici, perché pensavo di non essere in grado di farlo, ed ero solo preoccupato dal fatto che il libro non venisse scaricato. Prima di pubblicare il mio nuovo libro, ho così iniziato a studiare le logiche di vendita di questo tipo di prodotto, cercando di capire come convincere l’algoritmo di Amazon a proporre il mio libro ai possibili interessati. La sfida è avvincente, le mie competenze non sono sufficienti, ma mi sono fatto un programma di acquisizione di nuove competenze che mi sta trascinando verso (tipici gesti di scongiuro) il successo (che poi cosa sarà questo successo lo devo ancora definire).

Quando le attività che ci attendono richiedono poche delle nostre competenze, siamo apatici, ma con più esse sono impegnative, tanto più siamo preoccupati e ansiosi di non riuscire a superarle. In questo caso, è necessario acquisire nuove competenze, e in un certo senso questo è parte del concetto di crescita personale.

Giornate che mancano di pepe

Quando invece un’attività richiede tutte le nostre competenze, ma non è sfidante, ci rilassiamo, addirittura ci annoiamo se l’esperienza richiesta è poco o nulla. Però, quanto più l’asticella si alza, tanto più prendiamo il controllo della situazione, fino a essere totalmente ingaggiati quando la sfida è ai limiti della nostra portata. Hai mai sciato lungo una pista nera senza mai fermarti? O scalato una montagna? O corso in moto? O lavorato a un progetto importante per cui avevi meno tempo di quello necessario? In tutti quei momenti, non pensi ad altro, perché sei pienamente cosciente che hai bisogno di tutte le tue risorse per affrontare la sfida.

All’interno del microcosmo dove lavoro, Pi Campus, questo è comunemente chiamato alzare l’asticella. Ogni nuova attività ha un obiettivo superiore, e richiede competenze che spesso mancano. Questo — insieme all’ambiente fail friendly, in cui fallire significa aver imparato come una cosa non si fa — stimola le persone a dare il meglio di sé, e spesso raggiungere risultati superiori alle aspettative. Recentemente, mi sono sentito dire dal CEO “non pensavo saresti riuscito a farlo bene con tutte le cose che avevi da fare”. Il che — al netto dei vaffa spontanei che mi ribollivano in quel momento nello stomaco — mi ha dimostrato la validità di questo concetto.

Come trovare flow nella vita di tutti i giorni

Quello che ho imparato leggendo Csikszentmihalyi e lavorando a Pi Campus è che ci sono due modi di essere sempre ingaggiati:

  • apprendere nuove competenze, quando le attività che ci si presentano sono più sfidanti di quello per cui siamo preparati;
  • alzare l’asticella, quando le attività che ci si presentano non sono sfidanti.

Questo ci porta — o almeno dovrebbe portarci, e a me funziona — a trovare la voglia di alzarci dal letto ogni mattina.

Curare i progetti personali come prima cosa al mattino è l’altro elemento che mi ha permesso di svoltare. Oggi, prima che mia moglie e mia figlia si alzino, faccio Yoga, medito, leggo, progetto la giornata, e cerco di scrivere almeno mezz’ora. Durante la giornata, leggo almeno mezz’ora e cerco di imparare una cosa nuova, preferibilmente facendola.

Chiunque può applicare questo approccio alla propria vita e anzi ti invito a farlo a partire da oggi: chiediti come puoi alzare l’asticella o apprendere nuove competenze per ognuna delle attività che ti aspetta!

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